mar 17 dicembre 2019 - ore 13:31

CHI SONO LE OMBRE FOLLI DI ENZO VETRANO E STEFANO RANDISI?



di Annarita Risola*

A che serve il teatro? una forma darte che implica immediatamente luomo, che obbliga a vivere, a incontrarsi e scontrarsi. (Franco Scaldati)

Ombre folli - Cantieri Teatrali koreja, 23 Novembre 2019. Lopera teatrale di Franco Scaldati, considerato uno dei pi importanti drammaturghi del novecento. Nelle sue opere racconta la sofferenza, la marginalit e il degrado. Quellinvisibile che si fa ombra, ma che resiste ed esiste. Sono le aree abbandonate di Albergheria ad ispirarlo, quelle, dove teneva i suoi laboratori, coinvolgendo gli abitanti del luogo. Ombre folli, proposta per la prima volta nel 1997 dallo stesso autore( Balarm.it), ritrova ancora oggi intatta, la forza lirica dei suoi versi e della lingua dialettale, che ne sottolinea lasprezza. Nel testo inedito, rivisto da Enzo Vetrano e Stefano Randisi, ritroviamo tre piccoli pezzi Creatore dombre, Creature e travestimenti e Sabella (klpteatro.it). Veterano e Randisi, attori e registi , lavorano insieme dal 1976 e nel 1995 fondano l Associazione Culturale Diabogues .
Tic, tic tic, danzano le dita su una vecchia Olivetti posta su un tavolino di legno. Lo scrittore, ad alta voce, rievoca immagini oniriche. Muri che si aprono e allungano, deformandosi come in un regno di fantasia e di eternit. Al centro della scena un corridoio di lumini accesi, equidistanti, cinque per lato. Sulla sinistra un grande telo bianco, che di l a poco verr scoperto, svelando una sedia e una poltrona un po retr. Al centro del corridoio stato riposto un mazzo di fiori rossi. I personaggi prendono corpo, ora sono genitori, ora vicini di casa e infine la storia stessa a parlare. Luomo seduto sulla vecchia poltrona ha una doppia vita. Di giorno serio e inappuntabile meccanico, di notte uomo dalle fattezze femminee, rese ancor pi estreme da un vistoso caschetto scarlatto. Egli si racconta, come in una seduta dallo psicanalista, che lambivalente indumento, appeso nello studio dello scrittore, sottende. Egli ama ci che fa, e con lucida e crudele consapevolezza, racconta il piacere che prova nellessere riconosciuto, giustificando cos la necessit di uccidere, con maniacale precisione e ritualit, i suoi malcapitati clienti. Al suo fianco ora c' il suo amico ed ex compagno di classe, che dice di amarlo, come si ama un figlio, e di volerlo redimere. Per fare ci lo segrega in casa.
In questo clima quasi surreale, ci che disorienta la poesia. Le parole rimbalzano da una bocca allaltra, come un continuo rincorrersi e imitarsi, perch le stesse parole dette da altri, acquistano significati diversi. Le parole sono cos ricche di dettagli, che le immagini si disegnano velocemente nella mente e dopo i primi scarabocchi, appaiono nitide, come tele appena dipinte. Perch Ombre folli quellaltro noi, quel lato profondo e oscuro, capace di ingoiarci nel male e tuttavia, farci risalire velocemente, non lasciando quasi pi traccia di esso, pur esplorando sentimenti primitivi e inaspettate perversioni. Il linguaggio porta lo spettatore a soffermarsi pi sulla melodia del suono emesso, che sul significato in esso contenuto. E cos il racconto, a tratti da film dellorrore, cos concepito, pur non consentendoci di giustificare i fatti, crudi, efferati e delittuosi, ne sospende il giudizio. La chiave sicuramente la sorprendente dolcezza di questuomo che evidentemente ci inebria, come la sirena per Ulisse, con il suono della sua voce.
Ancora, Ombre folli, ombre che su corpi inerti, proiettano quella parte di s, oscura e misteriosa, quella che riveliamo a tratti e che gelosamente nascondiamo. Quelle ombre, sono forse le nostre paure, i nostri fantasmi interiori. Forse sono le persone emarginate, che ogni giorno rinunciano ad una parte di s. Come morti, vagano nella notte, in un cimitero pieno di lumini votivi accesi, dove solo la luce, pur facendo riaffiorare i dolorosi ricordi, porta pace e serenit. E cos i nostri demoni o le nostre fragilit, appena placate, sanano da quella follia, che ha deformato i ricordi e attraversato il tempo. Gli sconfitti, gli emarginati, ritrovano il coraggio di vivere la loro semplice esistenza.
Ancora una volta, il teatro, accade con la sua funzione e la urgenza: unesperienza privata che seguendo una procedura simile alla politica, pone luomo al cospetto della sua dimensione pubblica. Perch come ricorda Alan Badiou, il teatro res-publica .

*Palchetti Laterali, Universit del Salento


postato da Koreja il mar 16 agosto 2022 alle 11:49 - Commenti(0)


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